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NEWS DALLE REGIONI

LA CARDIOLOGIA RIABILITATIVA NELLE REGIONI CAMPANIA E BASILICATA

Report dal Delegato Regionale Campania e Basilicata, Dr Giuseppe Furgi
Aggiornato il 20.05.09


SITUAZIONE REGIONALE DELLA CARDIOLOGIA RIABILITATIVA


Il progetto ISYDE-2008 ha consentito di "fotografare" la Cardiologia Riabilitativa (CR) italiana nel mondo reale. Già i precedenti censimenti avevano evidenziato una disomogeneità in termine di rete per la preponderante presenza di strutture riabilitative nel nord del paese. I risultati della recente survey, pur confermando questa tendenza, hanno evidenziato una crescita complessiva dei centri di CR, ma ci preme sottolineare che il maggiore incremento si è avuto nelle regioni meridionali (49%). In questo ambito va sottolineto il ruolo della Campania, che è tra le regioni con i maggior numero di centri attivi; di contro nella Regione Basilicata risultano solo 2 centri attivi. La Campania ha inoltre mostrato un'alta sensibilità verso la CR, risultando una delle 5 regioni con la totale partecipazione dei centri al progetto ISYDE. Sebbene la Regione Campania sia una delle regioni con il maggior numero di centri di CR (6% del totale nazionale) analizzando il dato in funzione del numero di abitanti, dispone di 1 centro ogni 450 mila abitanti, contro la media nazionale che è di 1 centro ogni 300 mila abitanti. La Basilicata è perfettamente in linea con la media nazionale. Per quanto riguarda invece la statistica dei posti letto, sono attivi in Regine Campania circa 3.6 letti/100.000 abitanti (6a regione in Italia), valore inferiore alla media nazionale che è di 4,2 letti/100.000 abitanti. Bisogna precisare, a quanto proposito, che le province autonome di Trento e Bolzano, con oltre 16 letti/100.000 abitanti, e le regioni Lombardia (circa 10) e Liguria (circa 8), alzano la media nazionale, avendo tra l'altro un numero di letti in CR superiori ai letti per Terapia Coronarica. Di contro la Basilicata è del tutto priva di posto letto di CR, anche se risultano 3 posti letto ordinari ed 1 posto letto in Day Hospital di CR, presso l'Azienda Ospedaliera "San Carlo di Potenza.
Ci preme comunque sottolineare che l'offerta riabilitativa è estremamente dinamica, come è evidente dalla costante crescita del numero dei Centri attivi, infetti nuove realtà sono state attivate o in via di attivazione successivamente al censimento ISYDE-2008 (Ospedale San Luca di Vallo della Lucania). Inoltre bisogna sottolineare che l'offerta di CR si realizza nei diversi contesti previsti dal Sistema Sanitario Nazionale: Università; Aziende Ospedaliere di rilevanza nazionale; Istituti di Ricovero a Carattere Scientifico; Cliniche accreditate; Servizi ASL; Centri ambulatoriali privati o convenzionati.
Anche le tipologie organizzative prescelte da ciascun contesto sanitario sono differenziate, ma sostanzialmente riconducibili a:
- U.O. di Cardiologia Riabilitativa inserite in strutture ad impronta prevalentemente riabilitativa, nelle quali la Cardiologia Riabilitativa si integra con le altre discipline riabilitative.
- U.O. e/o Servizi di Cardiologia Riabilitativa inserite in un Dipartimento ospedaliero di Cardiologia.


RAPPORTI ISTITUZIONALI CON LA REGIONE

• Sono in fase di attuazione le "Misure straordinarie di razionalizzazione e riqualificazione del Sistema Sanitario Regionale per il rientro dal disavanzo", che sarà illustrato successivamente, che prevedono, tra l'altro, la trasformazione di posti letto di cardiologia in posti letto di cardiologia riabilitativa.
• L'Agenzia Regionale Sanitaria e l'Assessorato alla Sanità della Regione Campania ha definito un progetto dal titolo "Prevenzione delle recidive cardiovascolari". A tale proposito è nella fase conclusiva la stesura di un "Documento di consenso sulle strategie per la prevenzione delle recidive cardiovascolari dopo SCA e/o PTCA". Gli autori del documento sono: Carlo Vigorito (coordinatore), Carmine Chieffo, Giuseppe Furgi, Salvatore Panico, Carmine Riccio. Il documento oltre che analizzare le dimensioni epidemiologiche del problema e sottolineare il ruolo della cardiologia riabilitativa nella continuità assistenziale ospedale-territorio, propone, tra l'altro, percorsi clinici esemplificativi dopo SCA/PTCA, suddivisi a seconda della categoria di rischio.


ASPETTI NORMATIVI

Il "Piano Regionale Ospedaliero (PO) per il triennio 2007-2009" ha riscontrato una carenza per quanto riguarda la riabilitazione e ribadisce che le UO di CR Intensiva Postacuta devono essere presenti all'interno di ogni rete di cardiologia a livello provinciale. Si sottolinea, inoltre, che la CR Postacuta è una componente fondamentale dell'assistenza al cardiopatico postischemico, postchirurgico e a quello con scompenso cardiaco, in fase di instabilità clinica. L'obiettivo di un programma di CR è inizialmente il consolidamento della stabilità clinica e successivamente, nel lungo periodo, la riduzione del rischio di futuri eventi (attuazione della prevenzione secondaria). Le strutture riabilitativa, garantiscono una gestione più idonea dei reparti per acuti, consentendo loro una dimissione precoce, ma protetta ed un più agile turnover dei posti letto. E' indispensabile pertanto che all'interno di ogni rete cardiologica ospedaliera sia presente un centro di riabilitazione degenziale per la gestione della fase intensiva, totalmente autonomo.
Contestualmente, la necessità di garantire un contenimento della spesa sanitaria, ha determinato che la Regione Campania licenziasse la legge regionale "Misure straordinarie di razionalizzazione e riqualificazione del Sistema Sanitario Regionale per il rientro dal disavanzo", che prevede tra l'altro, la trasformazione di 900 posti letto di acuti in posti letto di riabilitazione e lungodegenza. La nuova configurazione della rete di riabilitazione ospedaliera omnicomprensiva determina il miglioramento dei posti letto di riabilitazione per 1000 abitanti (0,51), che sebbene inferiore all'indice regionale fissato dal PO (0,63) risulta essere superiore a quello dell'attuale configurazione (0,34). La disarticolazione dell'indice di riabilitazione nelle diverse provincie mostra una certa variabilità, con un valore massimo osservato nella provincia di Benevento. Per quanto riguarda specificatamente la CR il Piano di rientro, prevede oltre ai posti letto di Riabilitazione Cardiologica presso le AAOO, la costituzione di nuovi 34 posti letto complessivi di CR presso Presidi Ospedalieri delle diverse ASL.

FORMAZIONE

• Il 23 gennaio si è tenuto presso l'Agenzia Regionale Sanitaria il Corso di Formazione per la prevenzione delle recidive cardiovascolari, a cui è seguita la stesura del documento di consenso precedentemente illustrato.
• Si sono tenute presso le sedi della Campania e della Basilicata gli eventi sulla "Gestione del Rischio Cardiovascolare" organizzati dal GICR in collaborazione con Simesa, che hanno avuto una larga partecipazione ed un ampio consenso.
• Come è noto si svolgerà a Napoli il 29 e 30 ottobre 2009 ilWorkshop nazionale dal GICR cardioprevent@riab.it "Abbiamo un sogno: un'alleanza per la prevenzione e la riabilitazione cardiovascolare"


CRITICITA'

• La principale criticità, riteniamo comune a tutte le CR, è rappresentata dal ridotto numero di pazienti provenienti dalle cardiologie per acuti. Inoltre, pur con una minore intensità, non si è ancora spenta l'eco della problematica circa i rapporti tra la CR e la fisiatria. Questo aspetto è ancora evidente nella misura in cui alcune ASL hanno costituito, come da Linee Guida per le attività di Riabilitazione in Regione Campania, le Unità di Valutazione dei Bisogni Riabilitativi (UVBR), coordinate da un fisiatra, che come da delibera regionale, è l'unico prescrittore di tutte le attività riabilitative, comprese quelle ospedaliere.
• Esistono percorsi non omogenei tra le varie strutture, in conseguenza più che della difformità di organizzazione, della necessità di essere in linea con le indicazioni "proposte" dagli organi di controllo in tema di appropriatezza al ricovero ed alle prestazioni.
• Inoltre per le strutture private accreditate un'ulteriore criticità è rappresentata dal contenimento delle attività in funzione dei tetti di spesa. Infatti essendo le attività di riabilitazione remunerate a giornata di degenza e caratterizzate, tra l'altro, da degenze più lunghe rispetto alle strutture per acuti che vengono rimborsate in relazione al DGR, le strutture si ritrovano più frequentemente a dover misurare le proprie attività riabilitative in funzione del tetto di spesa definito dalla ASL.

Giuseppe Furgi

Rivista
La rivista scientifica GICR-IACPR
Monaldi Archives for Chest diseases
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