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NEWS DALLE REGIONI

LA CARDIOLOGIA RIABILITATIVA NELLA REGIONE SICILIA 2009

Report del Delegato Regionale IACPR Dr. Luigi Scarnato
Aggiornato il 10.06.09

 

SITUAZIONE REGIONALE DELLA CARDIOLOGIA RIABILITATIVA

Rispetto l' ultimo censimento, al momento non sono nati nuovi centri di cardiologia riabilitativa in Sicilia forse perché non è stata attuata ancora una chiara pianificazione delle esigenze e delle risorse sul territorio regionale. Pochissimi sono i centri disponibili per la riabilitazione degenziale intensiva, più diffusi per fortuna i centri con tipologia ambulatoriale e di day hospital.
Interessante appare il ruolo emergente di qualche associazione ONLUS (tra queste Cuore Chiaro Onlus, WWW.CUORECHIARO.IT) che si sta muovendo per promuovere la riabilitazione autogestita ispirandosi ai modelli dei clubs coronarici diffusi e già attiivi in Italia ed all' estero; è auspicabile che le Istituzioni divenissero più sensibili a tale tipologia di intervento riabilitativo (ed anche preventivo) con una maggiore disponibilità finanziaria.


RAPPORTI ISTITUZIONALI CON LA REGIONE

E' in via di stesura un documento programmatico da parte del gruppo dei cardioriabilitatori siciliani, da proporre all' Assessore Regionale alla Sanità della Regione Sicilia, che si propone l' obiettivo di fornire gli elementi chiave per una programmazione a 360 gradi della riabilitazione regionale coinvolgendo tutte le tipologie d' intervento (ambulatoriale, day hospital, degenza)
Infatti il 19 Luglio 2009 avverrà a Caltanissetta un incontro di tutti i rappresentanti dei centri di cardiologia riabilitativa siciliani proprio per mettere sul tavolo della discussione le esigenze di ogni centro e stilare un documento da presentare all' assessorato dove verrà sottolineata la necessità di maggiori finanziamenti per portare avanti i centri già esistenti e per crearne di nuovi in aeree della regione sprovviste, anche se in un momento in cui la sanità vive qualche difficoltà di ordine finanziario.

ASPETTI NORMATIVI

Molto sentito, da parte dei cardiologi responsabili degli attuali cenntri riabilitativi siciliani, il problema della paternità della cardiologia riabilitativa; se continuare ad affidarla ai cardiologi o, secondo nuove emergenti normative, ai fisiatri.
Non vi sono dubbi sul fatto che il paziente cardiopatico necessiti di un momento valutativo, assistenziale e di gestione delle complicanze che inevitabilmente si presentano durante il percorso riabiliativo, che non può che essere di appannagio dello specialista cardiologo.
Probabilmente la questione va ulteriormente discussa per mettere in luce problematiche forse ancora oscure per i cardiologi in merito alla gestione "fisiatrica" del paziente cardiopatico; probabilmente tale gestione può diventare utile, se non indispoensabile, nella gestione del paziente cardiopatico complesso con impegno polidistrettuale (esiti ischemici cerebrali, deficit respiratori, ecc).

FORMAZIONE

Molto impegno sulla formazione viene profuso da diversi gruppi di lavoro; programmi di prevenzione in ampie fasce di popolazione, corsi di BLS per laici, eventi formativi sulla riabilitazione cardiologica.
In via avanzata di programmazione è il convegno regionale siciliano di cardiologia riabilitativa che si terrà il 19/20 marzo 2010 in Sicilia. In esso verranno focalizzate alcune problematiche particolari come per esempio la valutazione preoperatoria del cardiopatico che deve sottoporsi a chirurgia cardiaca, la chirurgia del cardiopatico ischemico complesso e la sua successiva riabilitazione. Verrà dato molto spazio alle procedure diagnostiche proprie della fase di stratificazione diagnostica e prognostica del paziente da riabilitare con particolare attenzione al test ergometrico ed al test cardiopolmonare. La parola ovviamente verrà data anche ad infermeri, fisioterapisti, dietisti e psicologi in plenaria con i cardiologi.
Un' attenzione particolare ai "clubs coronarici" ed al loro possibile contributo alla diffusione della cultura riabilitativa e preventiva sul territorio

CRITICITA'

Alle difficoltà a reperire una rete riabilitativa capillare su tutto il territorio siciliano, si aggiunge la scarsa conoscenza di quei pochi centri esistenti "all' utenza", rappresentata da cardiochirurghi, cardiologie ospedaliere, medici di famiglia. Probabilmente non è ancora ben inculcata, forse anche per colpa degli stessi cardiologi riabilitatori, la cultura del paziente che subito dopo l' evento acuto deve essere dirottato verso il centro riabilitativo. A tal proposito non si può ignorare il risparmio economico che tale strategia comporta in termini di minori riospedalizzazioni e di minor dispendio di risorse diagnostiche ed assistenziali

Luigi Scarnato

Rivista
La rivista scientifica GICR-IACPR
Monaldi Archives for Chest diseases
I Centri

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