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REVISIONE LETTERATURA

Sincope durante la guida dell'automobile

Sincope durante la guida dell'automobile

Un recente articolo di Dan Sorajja e Richard Conti (1) ha riproposto la problematica sui rischi nella guida degli autoveicoli nei soggetti che hanno presentato un episodio sincopale.
Nell'articolo gli autori riportano alcuni dati epidemiologici, ricavati dal Framingham Heart Study (2) (incidenza di un primo episodio sincopale: 7,2 per 1000 persone-anno; 36,6% causa indeterminata, 21,2% vasovagale, 9,5% cardiaca, 9,4% ortostatica) e dal Centers for Disease Control and Prevention and the National Center for Health Statistics (3) (il 7,75% di tutte le visite al Dipartimento di Emergenza sono associate a sincope) ed analizzano il percorso diagnostico-terapeutico, sottolineando il ruolo fondamentale di un'accurata anamnesi, esame fisico ed ECG che permettono di indirizzare eventuali ulteriori accertamenti come consigliato dalle linee guida europee (4) ed americane (5).

Sul problema specifico sincope-guida autoveicoli viene riportata un'interessante ricerca condotta da Sorajja (presentata nel 2005 all'AHA Scientific Session) su un totale di 3878 pazienti consecutivi con sincope, valutati alla Mayo Clinic di Rochester dal 1996 al 1998. I pazienti che avevano presentato una sincope durante la guida dell'automobile sono stati 382, pari a circa il 10% della casistica totale, il 38% dei quali sono risultati essere affetti da sincope vaso-vagale (diagnosi effettuata sulla base della storia clinica o con tilt-table testing per confermare il sospetto clinico) mentre una causa cardiaca era presente in circa il 20% dei soggetti (cardiopatia organica, aritmie, ecc...). Un blocco atrio-ventricolare quale causa della sincope durante la guida è stato confermato solo nel 4% dei soggetti. Infine il fattore predittivo più importante di sincope durante la guida è stato una storia di pregressa sincope in posizione seduta (84,6% vs 35,3%).
Ovviamente, questa casistica è rappresentata da pazienti sopravvissuti all'incidente automobilistico mentre non ci sono dati su eventuali episodi sincopali seguiti da decesso del conducente. Si potrebbe ipotizzare, in questi incidenti automobilistici "più gravi", una percentuale più elevata di episodi sincopali, soprattutto di sincopi cardiogene o di sincopi non precedute da prodromi. Comunque, dalla casistica della Mayo Clinic emerge che i pazienti con sincope durante la guida non hanno avuto degenze più prolungate o necessità di maggiori cure mediche in emergenza rispetto a tutti gli altri pazienti con sincope. Questo dato fa supporre che le perdite di coscienza, non siano state improvvise ma che nella maggioranza dei casi siano state precedute da prodromi, che avrebbero permesso al conducente di rallentare la velocità, riducendo quindi la gravità e la pericolosità dell'incidente stesso. Questa ipotesi non può essere tuttavia confermata da questo lavoro, trattandosi di uno studio di tipo retrospettivo.

Un altro dato interessante proviene dal follow-up di questi soggetti: ad una distanza media di 4 anni, circa 1 su 5 (19%) ha presentato una recidiva sincopale, nella metà dei casi dopo i primi 6 mesi di follow-up. Questo dato è di particolare interesse se si pensa che negli Stati Uniti molti stati richiedono un periodo di sospensione dalla guida molto variabile, ma in genere compreso tra 3 e 6 mesi dopo un episodio sincopale. Nelle linee guida europee (4) la guida di autoveicoli per uso privato non viene concessa "finché la causa non viene identificata ed i sintomi controllati" mentre nella Consensus Conference Canadese (6) la durata della restrizione dipende dal tipo di sincope: nessuna restrizione in caso di singoli episodi di origine vaso-vagale, 3 mesi in caso di sincopi ricorrenti o nelle sincopi indeterminate, sino a 6 mesi per le sincopi associate a fibrillazione o tachicardia ventricolare.
Il lavoro di Sorajja non fornisce informazioni sulle circostanze in cui si sono verificate le recidive sincopali: in particolare in che percentuale sono insorte guidando nuovamente l'auto. Tuttavia, confrontando la mortalità di questi soggetti con sincope durante la guida con la mortalità della popolazione generale del Minnesota, a distanza di 5-7 anni, gli autori non hanno rilevato differenze tra i due gruppi, suggerendo che il rischio di morte dovuto ad una recidiva sincopale durante la guida si possa considerare molto basso, non tale da modificare quindi la mortalità totale. Restano comunque altri quesiti senza risposta: quanti sono i soggetti con lesioni gravi da incidente stradale? Quali sono i danni provocati a terzi?
In conclusione nonostante le incertezze che ancora permangono, questo lavoro ci fornisce alcune interessanti informazioni:

  • circa il 10 % dei soggetti che si presentano in ospedale per una sincope hanno presentato tale episodio durante la guida di autoveicoli;
  • la sincope vaso-vagale non è infrequente durante la guida di autoveicoli rappresentando quasi il 40% dei casi;
  • il 50% circa delle recidive (nel 20% circa dei soggetti ad un follow-up di 4 anni) avviene tardivamente, oltre i 6 mesi dal precedente episodio;
  • una sincope durante la guida di autoveicoli non comporta un aumento di mortalità.

Roberto Carlon
UO di Cardiologia Riabilitativa - Azienda ALSS15 Presidio Ospedaliero di Cittadella
Via Riva dell'Ospedale - Cittadella (PD)
Tel. 0499.24531 - carlon.roberto@gmail.com

 

Bibliografia

1. Sorajja D, Conti R: Syncope While Driving: Clinical Characteristics, Etiologies, and Prognosis. From The American College of Cardiology's Cardiosource. Posted 03/16/2006 (http://www.medscape.com/viewarticle/525110?src=mp)
2. Soteriades ES, Evans JC, Larson MG, et al. Incidence and prognosis of syncope. N Engl J Med 2002;347:878-85.
3. Sun BC, Emond JA, Camargo CA Jr. Characteristics and admission patterns of patients presenting with syncope to U.S. emergency departments, 1992-2000. Acad Emerg Med. 2004;11:1029-34.
4. Brignole M, Alboni P, Benditt D, Bergfeldt L, et al. Guidelines on management (diagnosis and treatment) of syncope. Eur Heart J 2001;22:1256-306.
5. Strickberger SA, Benson DW, Biaggioni I, et al. AHA/ACCF scientific statement on the evaluation of syncope: from the American Heart Association Councils on Clinical Cardiology, Cardiovascular Nursing, Cardiovascular Disease in the Young, and Stroke, and the Quality of Care and Outcomes Research Interdisciplinary Working Group; and the American College of Cardiology Foundation In Collaboration With the Heart Rhythm Society. J Am Coll Cardiol 2006;47:473-84.
6. C Simpson, D Ross, P Dorian, et al. CCS Consensus Conference 2003: Assessment of the cardiac patient for fitness to drive and fly - Executive summary. Can J Cardio 2004; 20:1313-1323.

 

Rivista
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